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Mondiale Formula 1 2018

Ultimo Aggiornamento: 11/11/2018 22.15
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25/03/2018 10.32

Formula 1, GP Australia: Vettel vince la prima battaglia con Hamilton


Vettel si ripete a Melbourne: anche stavolta vince la prima gara della stagione, precedendo Hamilton di 5 secondi e Raikkonen di 6"3, con il finlandese riuscito a tenere a bada Ricciardo in scia fino alla fine. Vettel e la Ferrari hanno sfruttato benissimo un momento di virtual safety car in occasione dello stop di Grosjean (davvero sfortunata la Haas) passando al comando e resistendo fino al traguardo all'incalzare di Hamilton.

Alle loro spalle, dopo un iniziale ottima prestazione di Magnussen e Grosjean vanificata da cambi gomme difettosi (e c'è pure indagine in corso per unsafe) Alonso conquista un incoraggiante 5° posto tenendo dietro Verstappen (che ha compromesso la sua gara con un testacoda), Hulkenberg, Bottas e Vandoorne. Un po' più in là Sainz, che ha dovuto difendere la decima posizione da Perez e dai problemi allo stomaco accusati in gara.


Fonte: Autosprint
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08/04/2018 22.11

F1 Bahrain, capolavoro Vettel! La Ferrari beffa Bottas e Hamilton




E due! Due vittorie sue due gare, punteggio pieno in classifica, una macchina che risponde bene e una squadra che sa reagire alle difficoltà. Che Sebastian Vettel, in Bahrain! E soprattutto che Ferrari! Il tedesco ha vinto anche la seconda prova del Mondiale, festeggiando alla grande il suo 200° GP in F.1. Ha preceduto Valtteri Bottas e Lewis Hamilton, un sorprendente Gasly con la Toro Rosso e la Haas di Magnussen. E la classifica sorride. Era dal 2004 che il Cavallino non vinceva le prime due gare della stagione, con Michael Schumacher. A fine anno fu Mondiale, in questo 2018 chissà.

Peccato per il ritiro di Kimi Raikkonen, ripartito troppo presto al 36° giro con la gomma posteriore sinistra non ancora cambiata. Nella ripartenza ha investito un meccanico che è stato subito soccorso. Proprio in quegli istanti concitati, oggi il Cavallino ha mostrato la freddezza che aveva mostrato a Melbourne, cambiando la strategia in corsa e beffando ancora la Mercedes, che pensava di avere la gara in pugno con la strategia a una sola sosta. La Ferrari ha capito che le due soste avrebbero regalato la vittoria ai rivali e ha ordinato a Vettel di non fermarsi più con le soft, montate al 21° giro. L'azzardo ha pagato: 36 giri con la gomma gialla e il manico di Sebastian, davvero bravo, sono stati la chiave per la vittoria.

Cinica, concreta e per ora sempre vincente. Cosa si può volere di più da questa Ferrari? Forse manca solo quello di cui ha parlato giovedì in Bahrain proprio Vettel, l'ultimo gradino, cioè la velocità su tutte le piste. In Australia si è vista una Ferrari capace di capitalizzare al massimo l'unica piccola occasione che la Mercedes le ha concesso. In questo weekend abbiamo invece ammirato tanta concretezza e freddezza: dalle libere alle qualifiche, al GP, il Cavallino ha sfruttato bene la sua tradizionale velocità e adattabilità al caldo e al tracciato del piccolo regno mediorientale. Ma questo è un campionato lungo, e se si pensa che a Melbourne la gara era nelle mani di Hamilton e che anche l'anno scorso le rosse vinsero in Australia e in Bahrain (e poi sappiamo com'è finita), ecco che l'esaltazione oggi sarebbe un peccato capitale. Tra sette giorni in Cina ci sarà invece una bella verifica. Perché l'anno scorso ci vinse Hamilton: un successo rosso sarebbe un avviso importante, ai rivali e al campionato.

Oggi però la Ferrari è stata favolosa come a Melbourne, quando la Virtual Safety Car diede a Vettel l'occasione di passare in testa. La prima fila conquistata sabato ha permesso a Seb di controllare la corsa all'inizio. Ma poi la Mercedes ha mostrato ancora una volta la loro velocità e ci è voluto un cambio di strategia in corsa per spuntarla. Al via il tedesco e Bottas sono scattati bene sfruttando il lato pulito della pista e la Mercedes del finlandese ha scavalcato la rossa di Raikkonen. Un disastro l'avvio delle Red Bull che hanno perso Ricciardo (la macchina gli si è letteralmente spenta) e Verstappen. L'olandese si è toccato con Hamilton e la sua posteriore sinistra si è afflosciata, costringendo il pilota della Red Bull a un giro lento per tornare ai box per il cambio in regime di Virtual Safety Car.
Alla ripartenza del 5° giro spettacolare Lewis Hamilton che in rettilineo ha affiancato Alonso e ha intuito che a destra c'erano spazio e velocità per staccare lungo e mangiarsi anche Ocon e Hulkenberg: manovra riuscita e indimenticabile triplo sorpasso! Liberandosi poi di Magnussen e Gasly, ha guadagnato presto la quarta posizione, ma a quel punto con un ritardo dalle Ferrari e da Bottas di una decina di secondi, di 14 da Vettel. A quel punto è stata tutta una valutazione di velocità e gomma. Perché mentre i primi tre sono partiti con gomma supersoft, Hamilton ha lavorato per allungare lo stint, essendo scattato con gomma soft, puntando a un GP con una sola sosta.

Cruciale il momento del primo pit stop, perché la Mercedes ha cercato di sparigliare le carte in tavola. Al 19° e 20° giro Vettel e Raikkonen hanno rivelato di essere su una strategia a due soste montando le soft. Al 21°, invece, Bottas ha montato le medie per andare fino alla fine, mettendosi al pari di Hamilton, che ha proseguito fuori fino al 26° giro prima della sua annunciata unica sosta. Vettel ha così dovuto spingere forte per guadagnare margine su Bottas, a quel punto il rivale per la vittoria. Il problema è che quel margine non è saltato fuori. Mercedes con la gara in pugno.

Al 36° giro ci si è aggiunto il ritiro di Raikkonen con tanta paura ai box del Cavallino. Il finlandese è entrato per la seconda sosta ed è ripartito troppo presto colpendo un meccanico che è stato subito soccorso. Kimi si è subito fermato perché la posteriore sinistra non era stata cambiata e dunque amaro ritiro. Proprio in questi delicati momenti il capolavoro del Cavallino: a Vettel è stato ordinato di restare in pista perché la seconda sosta avrebbe significato vittoria sicura della Mercedes. Seb ha fatto la differenza, rendendo possibile quello che la Mercedes non pensava potesse accadere: 36 giri sulle soft. Con resistenza finale al disperato assalto di Bottas. Questo Cavallino non scherza per niente.
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15/04/2018 21.14

Formula 1 GP Cina: Ricciardo in trionfo, incubo Vettel





Ricciardo e la Red Bull approfittano splendidamente di tutte le occasioni presentatesi in gara e vincono il GP in Cina, sfruttando alla perfezione l'ingresso della safety car. Questo in una giornata in cui la Ferrari subisce la tattica della Mercedes, che infatti piazza Bottas al 2° posto seguito da Raikkonen.

Male per Vettel colpito da Verstappen: con la macchina danneggiata non va più in là dell'ottavo posto, mentre i 10 secondi di penalità all'olandese gli fanno perdere una posizione (5°). Ma Seb aveva già perso il comando dopo il primo pit-stop rispetto a Bottas. Solo 4° Hamilton ma il risultato gli permette di salire 2° in classifica generale a 9 punti da Vettel (45 contro 54).

Per quanto riguarda gli inseguitori, svetta Hulkenberg precedendo Alonso, con Sainz e Magnussen a completare la top ten. Appena fuori dalla zona punti le Force India seguite da Vandoorne, mentre Stroll non è riuscito a concretizzare un ottimo primo giro che gli aveva permesso di entrare tra i primi dieci.


Fonte: Autosprint
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13/05/2018 21.36

Formula 1 Spagna, Vettel sbatte contro il "muro di gomma"




Sebastian Vettel ha il volto rassegnato di chi ha perso nonostante abbia dato tutto. E così è stato. Al GP di Spagna è scattato bene dalla terza posizione passando all'esterno la Mercedes di Bottas alla prima curva, dopo averne sfruttato la scia, strappando nuovamente il secondo posto al finlandese al giro 20, quando Bottas stava rientrando dal pit-stop. Una gara da gladiatore, un quarto posto che non rende giustizia ai suoi sforzi. La cruda realtà è semplice: la Ferrari al Montmelò andava meno rispetto non solo alle Mercedes, ma anche alle Red Bull.

Durante i primi giri, non solo Vettel non riusciva a tenere il ritmo di Hamilton, dominatore assoluto del GP, ma era costantemente incalzato dal superato Bottas. E a nulla è servita la carta del tutto per tutto Ferrari, che al giro 42 ha chiamato per la seconda volta ai box Vettel per montare un nuovo set di pneumatici medium (bianchi). Con le gomme più fresche il tedesco non riusciva a tenere il passo dei piloti Mercedes, né era in grado di prendere Verstappen, passato in terza posizione approfittando del secondo pit stop di Vettel. Che la Ferrari, unica a scegliere la strategia a due soste, abbia poi optato per le bianche avendo ancora a disposizione un treno di Supersoft nuove per la SF71H numero 5, la dice lunga sul feeling della Rossa con le gomme portate al Montmelò. Non utilizzate nemmeno nel secondo tentativo durante le Q3 del sabato, altra scelta significativa considerando che gli altri top team hanno montato le rosse.

E gli uomini Ferrari non hanno gradito la sostituzione voluta da Pirelli prima della gara: a causa del recente riasfaltamento del tracciato, ha assottigliato di 0,4 mm i battistrada per scongiurare problemi di surriscaldamento (e conseguente blistering), a set già assegnati. Il team principal Maurizio Arrivabene, prima della gara ha commentato ai microfoni di Sky: “Non è nello stile Ferrari lamentarsi. Ma una cosa è essere consultati, una cosa informati. Noi siamo stati informati”.

Vettel, quarto al traguardo con Hamilton che si invola in classifica, dopo il Gran Premio ha sottolineato: "Oggi era difficile mettere la vettura nella giusta finestra, perché avevamo problemi di bilanciamento. Ho faticato con le gomme che avevamo questo weekend e forse il cambiamento di queste ha avuto un impatto più negativo su di noi che su altri".

Non si tratta di banali scuse accampate dal perdente, ma di un dato di fatto, considerando inoltre i 27 secondi di ritardo con cui ha tagliato il traguardo rispetto al vincitore. "Hamilton era semplicemente più veloce – ha aggiunto Vettel-. Dopo la sosta la situazione è un po' migliorata, ma poi non avevamo scelta e dovevamo fare un altro pit stop".

Una divario prestazionale anche nei confronti della Red Bull. Mentre Verstappen rimaneva irraggiungibile, Ricciardo macinava giri veloci alle sue spalle: "E' stata una sorpresa. Aveva (Verstappen, ndr) anche un danno all'ala anteriore, che però non sembra averlo rallentato troppo. Le nostre gomme erano un pochino più fresche, ma incredibilmente hanno concluso in condizioni peggiori delle loro. Sentivo tante vibrazioni e dobbiamo cercare di capire perché".

Gli pneumatici hanno certamente giocato un ruolo importante in questa disfatta catalana per la Scuderia, tuttavia è utile ricordare che la Mercedes, escludendo il doppio suicidio del 2016, nell'era ibrida ha sempre vinto al Montmelò: "Le gomme sicuramente sono state diverse questo weekend, ma lo sono state per tutti, quindi ci è mancato qualcosa”.


Fonte: Autosprint
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10/06/2018 22.32

Formula1 Vettel, trionfo doppio in Canada: vince e torna leader




Rilancio mondiale. Vettel vince in Canada, riporta al successo la Ferrari su una pista su cui non si imponeva dal 2004 (con Schumacher) e soprattutto torna in vetta al mondiale scavalcando Hamilton, solo 5°, di 1 punto.
Dopo la splendida pole il tedesco si conferma in gara, coglie la terza vittoria stagionale, precede sul podio Bottas e Verstappen e ripropone così il suo profilo di campione inesorabile di cui il Cavallino ha bisogno nella caccia iridata. Forse ancora ispirato dalla pista dedicata a Gilles Villeneuve - cui viene reso un tributo dal giro di onore del figlio Jacques con la 312T3 con cui il papà conquistò, 40 anni fa, proprio su questa pista il suo primo successo in F.1 -, Seb si impone con personalità e modi perentori: in testa dalla prima all'ultima curva il tedesco approfitta al meglio della gara obbligatoriamente conservativa del rivale Hamilton, privo di una power unit evoluta come quella a sua disposizione sulla SF71H, e opaco.

Vettel costruisce il successo al via, con uno start impeccabile e la lucidità di ripetersi dopo la Safety Car entrata al primo giro - botto fra Stroll e Hartley che poteva avere conseguenze peggiori - per poi incrementare il vantaggio e tenere a distanza di sicurezza Bottas e Verstappen, che arrivano incollati. Nel temuto incrocio delle strategie, con le Red Bull gommate rosa (hypersoft) pronte a sparigliare le tattiche con soste anticipate e il miglior abbrivio in partenza rispetto alla concorrenza di Ferrari e Mercedes con calzature viola (ultrasoft), il Cavallino infatti esce vittorioso: resta in pista più a lungo del pit stop di Verstappen (17° giro) e Ricciardo (18°), ma riesce a proteggere con margine la grande gara di Vettel: successo numero 50, un capolavoro.
Discorso diverso per Raikkonen: il finlandese chiude 6°, anonimo, incapace di insidiare un Hamilton in difficoltà di motore e con gomme più 'vecchie' di ben 16 giri. Purtroppo Kimi non graffia: Iceman dopo l'errore in Q3 si esibisce in una gara non all'altezza della grande competitività della Ferrari. Che, è bene chiarirlo, nella lotta contro Hamilton ha assoluto bisogno di un suo maggiore apporto. Alonso non riesce a festeggiare il suo 300° GP, mesto ritiro mentre navigava ai margini della zona punti, mentre Hulkenberg (7°), Sainz (8°), Ocon (9°) completano i dieci insieme a Leclerc, 10° a e a punti per la terza volta nelle ultime quattro gare: un 'Cavallin0' di razza.
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24/06/2018 22.01

Formula 1 Francia, Vettel stecca la prima (curva)


L'errore in partenza di Sebastian, a centrare la Mercedes di Bottas, condiziona il GP di Francia. Alla fine è un limitare i danni con il quinto posto



Trecento metri per trovarsi a interpretare un copione imprevisto. Da potenziale sfida alla Mercedes, sperando nel super passo gara espresso al venerdì, a un Gran Premio di Francia da salvare. Sebastian Vettel lascia il Paul Ricard con un quinto posto appena, frutto di un errore quando c’era da giocarsi tutto, sfruttare il grip della gomma Ultrasoft in partenza per provare a saltare una Mercedes, Bottas, e fare gara su Hamilton.

Lo scatto c’è, la progressione pure, manca lo spazio intorno per superare il pilota finlandese, appaiato sulla destra e con Hamilton a fare la propria linea davanti alla Ferrari numero 5. “Ho fatto un’ottima partenza, la migliore tra i primi tre. Poi non avevo più spazio, il problema è che la partenza di Valtteri è stata abbastazna buona, ho visto che in frenata c’erano Valtteri e anche Max dall’esterno, ho fatto un bloccaggio ed è stato un mio errore. E’ un peccato, perché la macchina andava bene in gara”, spiega Seb.

Niente storie né scuse, a partire dalla condotta di Hamilton. Dalla pole ha gestito il via e l’errore di valutazione in frenata è tutto di Vettel che, sul via di Lewis, sulla possibilità che abbia condizionato la sua staccata, dice: “No, non credo che abbia indotto l’errore. La colpa è mia, la penalità credo sia stata equa. È un peccato per Valtteri perché ho distrutto la sua gara ed è un peccato per noi”.

Si va in Austria con un parziale nel campionato Piloti di nuovo da una posizione all’inseguimento, come prima di Montreal. L’aspetto positivo da portare con sé dopo questo Paul Ricard è la gestione delle gomme, le famose assottigliate che tanti problemi avevano dato a Barcellona alla Rossa, sono state interpretate al meglio dalla SF71H e su un circuito che, sulla carta, sembrava prestarsi maggiormente alle caratteristiche della Mercedes. Torneranno in azione a Silverstone, era fondamentale dimostrare di aver superato le difficoltà del GP di Spagna.

“Non so se avremmo potuto vincere, difficile dire quanto saremmo stati veloci in una gara normale. Avevamo una buona macchina e potevamo lottare quantomeno per il podio”, aggiunge Vettel.


Fonte:Autosprint
[Modificato da lelepaggi 24/06/2018 22.02]
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01/07/2018 21.46

Formula 1 Austria: Verstappen vince con le Ferrari a podio




Quello dell'Austria è un grande risultato per Ferrari, nonostante la vittoria sia andata a Max Verstappen. Infatti con il secondo posto di Kimi Raikkonen e il terzo di Sebastian Vettel va in testa alle classifiche mondiali non solo per Piloti, ma anche per Costruttori. C'è pure il riscontro collaterale in tema di motori, peraltro sensibile in una giornata che ha visto varie avarie: 4 motori Ferrari nelle prime 5 posizioni, oppure 6 nelle prime 10 posizioni. Un risultato di squadra peraltro suggellato dal notevole scatto al via di Kimi (anche se poi non è servito) e dal bel sorpasso di Seb a Lewis.

Detto questo, in una giornata condizionata dal blistering apparso sulle gomme per le temperature più elevate del previsto (42°C di asfalto) resta magari il rimpianto - con il senno di poi, però - che quando sono emersi questi problemi sulle altre macchine c'è stata una certa prudenza in Ferrari, per evitare di essere costretti a una seconda sosta. Invece le gomme soft hanno retto apparentemente benissimo, sulla SF71H, tanto che Raikkonen ha segnato il giro veloce proprio all'ultimo passaggio (in 1'06"957), per cui girando con maggior velocità nelle fasi centrali di gara avrebbe magari potuto insidiare Verstappen (1"5 davanti al traguardo). Per non parlare della penalità a Vettel dopo le qualifiche, davvero evitabile.

Del resto sono ben maggiori i rimpianti con cui torna a casa la Mercedes, dal Red Bull Ring. Oltre ai problemi di blistering, raccoglie un doppio DNF (per la cronaca: "did not finish", cioè ritiro) causato da problemi tecnici: prima trasmissione per Valtteri Bottas, poi alimentazione per Lewis Hamilton. Come se non bastasse, la squadra aveva già buttato alle ortiche la possibilità di vittoria quando ha evitato di far sostare Hamilton in occasione della virtual safety car proprio per il ritiro di Bottas. Hamilton è sì rimasto in testa in quel momento, ma poi al cambio gomme è scivolato addirittura 5°: insomma, gara rovinata per un errore strategico del box, che infatti si è scusato col pilota a gara ancora in corso.


Fonte: Autosprint
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26/08/2018 22.21

A Spa è grande Ferrari! Trionfa Vettel, Hamilton 2°. Kimi k.o.


 




Vince la Ferrari, vince Sebastian Vettel. Successo di forza, a Spa, su un circuito mitico e soprattutto da anni favorevole alla Mercedes e al suo super motore. Quindi vittoria importantissima, per il morale e la consapevolezza di essere più forte delle Frecce d’Argento di Stoccarda. Anche se sul fronte della classifica il passo è piccolo, perché Lewis Hamilton chiude secondo, così che adesso ha 231 punti, contro i 214 di Seb. Nei Costruttori però a fare un passo avanti è la Mercedes, perché Kimi Raikkonen si è ritirato, mentre Valtteri Bottas, pur partito 17°, ha chiuso 4°. Quindi siamo Mercedes 375, Ferrari 360. Ferrari che non vinceva a Spa dal 2009, e Vettel che arriva a quota 13 successi in rosso.


botto al via — Luci spente e via: Hamilton davanti, Vettel appiccicato. E intanto dietro succede il finimondo. Nico Hulkenberg partiva in fondo, penalizzato e esagera nella foga: tamponato Fernando Alonso. La cui McLaren decolla, toccando il posteriore di Daniel Riccardo, rimbalzando sulla Sauber-Alfa di Charles Leclerc (salvo grazie all’halo). Tutti illesi, ma molti, cioè Leclerc, Alonso e Hulkenberg, ritirati. Per il tedesco della Renault arriverà poi a fine gara la penalizzazione di 10 posti in griglia nel prossimo GP d’Italia. Ricciardo tornerà in pista, ma lontanissimo e lascerà a metà gara. Il fatto è che si ritirerà anche Kimi Raikkonen, perché la Red Bull di Ricciardo entra in contatto con la sua Ferrari, squarciandole la gomma posteriore destra. Kimi rientrerà, ma la sua SF71H è danneggiata, e al 9° giro la metterà in garage.

Deve entrare la Safety Car, ovviamente. Ma un attimo prima Vettel, lungo il Kemmel fa giusto giusto in tempo a passare Hamilton e issarsi in testa. Dietro di loro le Force India, o meglio, le Racing Point Force India, con Sergio Perez davanti a Esteban Ocon. Il francese al via aveva tentato il colpaccio, attaccando persino Hamilton, ma invece che primo, dopo la staccata si è trovato quarto. Quinto Max Verstappen. La Safety esce di scena al 4° giro, e Max, esaltato dalle tribune arancio di tifosi olandesi, si scatena: passa Ocon al 7° e poi anche Perez al 10°. E’ terzo, e per quanto riguarda il podio il GP termina lì. Ci sono i pit stop, quello di Hamilton a fine 22°, quello di Vettel il giro dopo. I team sono eccellenti, tutto resta immutato. E c’è solo Bottas, dietro, che risale, da 17° a 4°, passando le 2 (ex) Force India: a fine gara il finlandese sarà anche penalizzato di 5 secondi e di due punti sulla patente per aver tamponato Sirotkin al via. Settima (Grosjean) e ottava (Magnussen) le Haas. Nono Gasly. Decimo Ericsson. Arrivederci a Monza.

Fonte:Gazzetta dello Sport
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16/09/2018 23.27

F1 Singapore Hamilton, colpo mondiale: vince e va a +40 su Vettel, solo 3°




Martellata scintillante. Hamilton brilla nella notte di Singapore come i diamanti che ama esibire a dismisura: vittoria sul tracciato cittadino di Marina Bay e altra picconata alle speranze iridate di Vettel, 3° al traguardo e scivolato a –40 dal fuoriclasse inglese della Mercedes. Trionfo di manico, purissimo, costruito con una pole siderale degna del miglior Senna e puntellato in gara dove Hamilton è passato al raccolto della pregiata semina del sabato. Per inanellare la sua settima vittoria stagionale – la quarta degli ultimi 5 GP - Lewis è passato indenne attraverso le insidie di una gara storicamente poco lineare, che ha riservato la solita safety car nelle battute iniziali - l’ennesimo capitolo della faida in rosa fra Perez e Ocon, con il francese spedito a muro dal compagno -, ma poi ha avuto uno sviluppo abbastanza fluido.

Se si esclude un brivido nel doppiaggio del duo Sirotkin-Grosjean che lottavano fra di loro, frangente che ha esaltato le doti di intelligenza e freddezza di Hamilton, l'inglese non ha faticato molto per tenere a bada Verstappen, saggio, solido e gran 2° con la Red Bull, e mettere un'altra mattonella preziosa sulla strada lastricata del suo titolo. Considerando il suo livello di forma, eccellente, il migliore mai esibito, non si vede onestamente al momento chi o cosa possa precludergli il pokerissimo a quota Fangio.

Il suo rivale, Vettel, infatti ha prodotto una gara piuttosto opaca. Eccellente nel carpe diem del 1° giro con il sorpasso a Verstappen un attimo prima dell’ingresso della Safety Car, il tedesco è stato poi rallentato dalla tattica - unico dei primi cinque - di montare le gomme ultrasoft al primo pit stop e da noie ai freni. Seb ha anticipato tutti alla sosta, ma ha perso ritmo nel traffico del rientro in pista (Perez) e quindi la posizione con l'olandese, diventato un cuscinetto importante per la fuga di Hamilton e insormontabile per le ambizioni del tedesco. Prestazione in ombra per Vettel e la rossa - Raikkonen non va oltre il 5° posto - e che segna un netto passo indietro rispetto ai bagliori di Monza e Spa: con 6 gare al termine servono quelle prestazioni per alimentare ancora il sogno iridato. E bisogna fare alla svelta, sennò a Maranello sarà ancora tempo di rimpianti e non brindisi.

A punti l'ottimo Alonso, 7°, a conferma che il fattore umano su certe piste ha ancora il suo bel peso, poi 8° Sainz, 9° Leclerc - sesto GP stagionale nei primi dieci per il monegasco che festeggia così l'ingaggio in Ferrari ed effettua un bellissimo sorpasso con incrocio su Gasly - e 10° Hulkenberg.

Fonte:Gazzetta
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21/10/2018 22.47

Austin, trionfa Raikkonen. Hamilton 3°, titolo rinviato. Vettel 4°




Ha vinto la Ferrari di Kimi Raikkonen davanti a Max Verstappen e Lewis Hamilton: il GP degli Usa ha rimandato i giochi per il Mondiale almeno di altri sette giorni. Niente da fare per l’inglese della Mercedes che stavolta, malgrado la pole, non ha tratto beneficio da una sosta anticipata per sostituire le gomme. La sosta supplementare ha dato via libera alla Ferrari del finlandese e alla Red Bull dell’olandese, e il quarto posto di Sebastian Vettel ha rinviato tutti i discorsi (almeno) a Città del Messico.

Il Mondiale mancato da Hamilton è la notizia più grande arrivata da Austin, accanto alla vittoria della Ferrari di Raikkonen: Kimi non vinceva dal GP d’Australia del 2013: dopo 5 anni, a 4 GP dalla fine della sua storia col Cavallino, si è tolto una grande soddisfazione. E aumentato i rimpianti della rossa e di Vettel, che in questo weekend avrebbe potuto senza dubbio prendersi 25 punti per infastidire un po’ di più Hamilton.

Allo start è stato un fulmine Kimi, bravissimo a resistere al tentativo di chiusura di Hamilton e bruciare l’inglese alla prima curva. Dietro un contatto tra più vetture, in particolare tra Grosjean e Leclerc, Alonso e Stroll. Ma è stato cruciale soprattutto il testacoda di Sebastian Vettel, che ha attaccato Ricciardo, lo ha infilato, portato all’esterno e nella manovra i due si sono toccati: ci ha rimesso di più il tedesco che è finito in testacoda e si è ritrovato in retrovia in 14ª posizione, situazione aritmeticamente perfetta per Hamilton.
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11/11/2018 22.15

Brasile, vince Hamilton. Ma Verstappen dà spettacolo. Ferrari, Raikkonen 3°




Ha vinto Lewis Hamilton che partiva dalla pole e la Mercedes è campione del mondo costruttori per il quinto anno di fila. Ma non è stato un copione banale o scontato perché per 44 giri è stato il GP del Brasile di Max Verstappen e della Red Bull, autentici protagonisti della penultima gara della stagione. Hamilton ancora una volta è stato perfetto nel gestire una corsa che aveva preso una brutta piega, quest’anno gli è successo più volte. Non ha commesso errori ed è andato a capitalizzare tutto, nello specifico un folle tentativo di Esteban Ocon di resistere al doppiaggio di Verstappen che stava dominando la gara: incidente, testacoda di Max e Lewis che ringrazia. Ma l’olandese, pur con la macchina danneggiata, è stato incredibile perché fino alla fine ha cercato il successo. Per la Ferrari una giornata anonima, chiusa col terzo posto di Kimi Raikkonen e il sesto di Sebastian Vettel, decisamente un deludente finale di stagione per il Cavallino che dopo la prima fila del tedesco ieri, oggi avrebbe sperato in qualcosa di più.

Elettrizzanti i primi 5 giri, con un super Verstappen che si è letteralmente mangiato le due Ferrari, va ricordato entrambe su gomma soft. Al terzo giro ha infilato Raikkonen in fondo al rettilineo d’arrivo e al 4° ha replicato la mossa su Vettel, che era stato beffato al via da Bottas, bravo a infilarsi tra lui e Hamilton per il secondo posto. Nel tentativo di stare dietro all’olandese, Vettel è andato largo dopo poche curve e così Raikkonen lo ha infilato togliendogli il quarto posto. Poi al 10° giro altro capolavoro di Verstappen: scia presa a Bottas e finlandese saltato, manco a dirlo, in fondo al rettilineo d’arrivo. Micidiale.Il primo pit stop lo hanno effettuato le due Mercedes, con Bottas e Hamilton dentro al 19° e 20° giro per montare la gomma media. Verstappen e le due Ferrari hanno proseguito fino al 28° e al 32°, quando sono entrati rispettivamente Vettel e Raikkonen, entrambi riusciti in pista alle spalle di Bottas, 5° dietro a Verstappen, Ricciardo, Hamilton e Leclerc. Un problema a un sensore per Vettel ha spinto la Ferrari a lasciar passare Raikkonen, che così si è messo all’inseguimento di Bottas.

Grazie a una gestione delle gomme perfetta, la Red Bull ha così deciso di far rientrare Verstappen montando le gomme soft (era partito con le supersoft): sosta al 36° giro e al 40° attacco e sorpasso addirittura a Lewis Hamilton. Dove? In fondo al rettilineo principale in visibilio. E anche Ricciardo è tornato in pista con le soft, lanciandosi all’attacco di Vettel, sorpassato al 46° giro.

Al 44° giro il disastroso colpo di scena: in un normale doppiaggio sulla Force India di Ocon, Verstappen è stato speronato alla esse Senna ed è andato in testacoda. L’olandese è ripartito mostrando il dito medio al francese, ma col fondo danneggiato e dietro a Hamilton. Davvero un grande peccato per Max, ma ancora più clamoroso e inspiegabile l’errore di Ocon, che da doppiato avrebbe dovuto lasciare strada e invece ha rovinato il fin lì straordinario GP del pilota della Red Bull: per Esteban penalità di stop and go di 10 secondi ai box.

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